Fibrillazione atriale negli sportivi di resistenza: può comparire senza sintomi?

Maratoneti e ciclisti allenati possono non avvertire le classiche palpitazioni: i primi segnali possono essere un recupero più lento, un calo insolito della prestazione o una notifica dello smartwatch.

Chi è il Dott. Vincenzo Coscia, cardiologo e artimologo

Il Dott. Vincenzo Coscia è specializzato in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare e svolge attività come elettrofisiologo clinico e interventista. Si occupa della diagnosi e del trattamento delle aritmie cardiache, compresa la fibrillazione atriale.

Chi è il Dott. Giuseppe Maisto, medico dello sport

Il Dott. Giuseppe Maisto è medico specializzando in Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II ed è socio aggregato della Federazione Medico Sportiva Italiana.

Il dubbio di chi si allena da anni

Un ciclista amatoriale di 47 anni percorre le stesse salite di sempre. Non avverte palpitazioni né dolore, ma da qualche settimana recupera più lentamente e il cardiofrequenzimetro mostra valori meno regolari. Poi lo smartwatch segnala più volte un possibile ritmo anomalo.

È soltanto stanchezza? Un errore del sensore? Oppure un’aritmia che merita di essere controllata?

Negli sportivi di resistenza la fibrillazione atriale può comparire senza un episodio chiaramente riconoscibile e manifestarsi con affaticamento insolito, recupero più lento o una frequenza cardiaca incoerente con lo sforzo.

Osservare questi segnali non significa avere paura dello sport, ma riconoscere un cambiamento e sottoporlo a una valutazione competente, evitando diagnosi fai-da-te.

La fibrillazione atriale non sempre si fa sentire

La fibrillazione atriale è un’aritmia nella quale l’attività elettrica degli atri diventa rapida e disorganizzata. Il battito può risultare irregolare e, in alcuni casi, accelerato.

Le manifestazioni più conosciute sono palpitazioni, affanno, stanchezza, capogiri e ridotta tolleranza allo sforzo. Alcuni episodi, tuttavia, possono essere poco sintomatici o completamente asintomatici. Anche chi avverte abitualmente dei disturbi può avere episodi che passano inosservati.

Per un atleta amatoriale il primo indizio può essere una salita abituale più impegnativa, una frequenza cardiaca irregolare, un recupero più lento o ricorrenti “giornate no”.

Nessuno di questi elementi dimostra da solo una fibrillazione atriale, ma va annotato se rappresenta un cambiamento nuovo o persistente.

Lo sport fa bene al cuore, ma il rapporto con l’endurance è complesso

L’attività fisica regolare e moderata favorisce la salute cardiovascolare e aiuta a prevenire fattori associati alla fibrillazione atriale. Lo sport, quindi, non va presentato come un pericolo per il cuore.

Le evidenze indicano però che, in alcuni atleti esposti per molti anni a volumi elevati di attività di resistenza, la fibrillazione atriale possa essere più frequente rispetto alla popolazione non atletica.

Una meta-analisi del 2021 ha rilevato negli atleti odds di fibrillazione atriale 2,46 volte superiori ai controlli; il dato deriva però da studi osservazionali eterogenei e non è applicabile a ogni sportivo.

Le evidenze riguardano soprattutto uomini di mezza età o master athlete con molti anni di attività intensa; nelle donne i dati sono meno definitivi. Non esiste quindi una percentuale individuale valida per tutti.

Il profilo di rischio può essere influenzato da diversi elementi:

  • età;
  • sesso;
  • quantità cumulativa di allenamento;
  • disciplina praticata;
  • pressione arteriosa;
  • peso corporeo;
  • consumo di alcol;
  • apnee ostruttive del sonno;
  • familiarità;
  • eventuali condizioni cardiache associate.

Tra i meccanismi ipotizzati vi sono aumento del tono vagale, dilatazione atriale, modificazioni della conduzione elettrica e rimodellamento cardiaco dopo anni di carichi elevati. Non esiste però una soglia universale oltre la quale corsa o ciclismo “rovinano” il cuore.

Quali segnali meritano un controllo

In uno sportivo allenato conta soprattutto il confronto con la propria normalità.

È opportuno parlarne con il medico quando compaiono:

  • palpitazioni nuove o ripetute;
  • percezione di un battito irregolare;
  • calo inspiegabile della prestazione;
  • affanno sproporzionato rispetto allo sforzo;
  • stanchezza insolita;
  • recupero nettamente più lento;
  • frequenza cardiaca incoerente con l’intensità dell’allenamento;
  • notifiche ripetute di possibile ritmo irregolare.

Questi segnali non indicano necessariamente fibrillazione atriale, ma meritano attenzione se sono nuovi, ricorrenti o diversi dalle prestazioni abituali.

Quando non bisogna aspettare

Sincope, sensazione di svenimento, dolore o oppressione toracica e difficoltà respiratoria importante durante lo sforzo non devono essere attribuiti automaticamente alla fatica.

In queste circostanze è prudente interrompere l’attività e richiedere una valutazione medica tempestiva. Le linee guida raccomandano inoltre di sospendere l’esercizio quando durante l’attività compaiono sintomi rilevanti associati all’aritmia.

Smartwatch: una spia utile, non una diagnosi

Gli smartwatch analizzano il polso tramite sensori ottici; alcuni modelli registrano anche un ECG a singola derivazione.

Possono individuare ritmi compatibili con fibrillazione atriale, ma una notifica non equivale a diagnosi e la sua assenza non esclude episodi intermittenti.

Nell’Apple Heart Study, tra i partecipanti con notifica di polso irregolare che completarono un successivo monitoraggio ECG analizzabile, la fibrillazione atriale fu documentata nel 34%.

Le altre notifiche non erano necessariamente errate: la fibrillazione atriale può essere parossistica e non ripresentarsi durante il monitoraggio successivo.

La notifica deve avviare una verifica, non sostituirla.

Quando compare un avviso è utile:

  1. salvare il tracciato o lo screenshot;
  2. annotare data e ora;
  3. indicare se si era a riposo, in allenamento o in recupero;
  4. registrare gli eventuali sintomi;
  5. mostrare il materiale al medico.

Secondo le linee guida ESC, la fotopletismografia da sola non conferma la diagnosi: la fibrillazione atriale clinica deve essere documentata con un dispositivo ECG e interpretata da un professionista competente.

ECG e Holter: gli esami non sono uguali per tutti

Un elettrocardiogramma eseguito durante la visita può identificare l’aritmia quando è presente in quel momento.

Se gli episodi sono saltuari, può essere necessario un monitoraggio più lungo attraverso un Holter cardiaco o altri dispositivi selezionati in base alla frequenza e alla durata dei disturbi. La scelta dello strumento deve aumentare la possibilità di registrare il ritmo proprio quando compare l’episodio.

L’ecocardiogramma può studiare struttura e funzione cardiaca. L’inquadramento può includere anamnesi, pressione arteriosa, fattori di rischio, storia familiare ed eventuali esami ematici.

Nel maratoneta o nel ciclista non basta chiedersi se sia presente un’aritmia. Occorre comprendere:

  • quando compare;
  • se si manifesta a riposo, durante lo sforzo o nel recupero;
  • con quale carico di allenamento;
  • con quali sintomi;
  • con quale effetto sulla prestazione;
  • se esistano condizioni cardiache o fattori di rischio associati.

La valutazione deve quindi essere personalizzata. Non tutti gli sportivi hanno bisogno degli stessi esami e non esiste una periodicità universale valida per ogni atleta.

Perché il contributo dei due specialisti è importante

Il cardiologo aritmologo interpreta il ritmo, valuta la necessità di ulteriori approfondimenti e seleziona il tipo di monitoraggio più adeguato. Può inoltre verificare la presenza di condizioni cardiache associate e contestualizzare eventuali registrazioni prodotte dallo smartwatch.

Il medico impegnato nella Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico osserva lo stesso problema dal punto di vista del carico di allenamento, del recupero, della disciplina praticata e della sicurezza durante l’attività.

Il confronto tra queste competenze aiuta a evitare due errori opposti:

ignorare un segnale perché “sono allenato”;

oppure:

abbandonare qualsiasi attività per paura dopo una singola notifica.

Il Dott. Vincenzo Coscia cura l’inquadramento cardiologico e aritmologico; il Dott. Giuseppe Maisto contestualizza il problema rispetto all’esercizio e alla storia sportiva. Le decisioni condivise sono raccomandate anche nei documenti più recenti sulle aritmie negli atleti.

È possibile continuare ad allenarsi?

Una singola segnalazione dello smartwatch non impone automaticamente di abbandonare lo sport.

Allo stesso tempo, continuare ad allenarsi ad alta intensità ignorando sintomi nuovi, episodi di svenimento o anomalie ripetute non è prudente.

La decisione dipende da diversi elementi:

  • conferma o meno dell’aritmia;
  • presenza e intensità dei sintomi;
  • frequenza degli episodi;
  • risposta della frequenza cardiaca durante lo sforzo;
  • eventuali condizioni cardiache associate;
  • trattamento in corso;
  • tipo e intensità dello sport praticato.

Le indicazioni contemporanee privilegiano una valutazione individuale e una decisione condivisa, evitando esclusioni automatiche non giustificate ma anche minimizzazioni potenzialmente rischiose.

L’obiettivo non è temere lo sport di resistenza, ma riconoscere i cambiamenti, conservarne i dati e sottoporli a una valutazione competente, evitando allarmismi e sottovalutazioni.

Da ricordare

  1. Essere molto allenati non rende immuni dalle aritmie. La fibrillazione atriale può essere intermittente e poco evidente.
  2. Conta il cambiamento rispetto alla propria normalità. Recupero, prestazione, affanno e frequenza cardiaca possono offrire segnali utili.
  3. Lo smartwatch può accendere una spia, ma non formulare la diagnosi. La conferma richiede una registrazione ECG valutata dal medico.

Una valutazione costruita intorno allo sportivo

Hai notato un ritmo irregolare, un calo insolito della prestazione o notifiche ripetute dello smartwatch?

Una valutazione cardiologica può chiarire se sia sufficiente osservare il fenomeno o se siano indicati ECG, Holter cardiaco o ulteriori approfondimenti.

Presso il Centro Morra di Pomigliano d’Arco è possibile rivolgersi al Dott. Vincenzo Coscia per l’inquadramento cardiologico e aritmologico e al Dott. Giuseppe Maisto per gli aspetti medico-sportivi. Sono inoltre disponibili pagine dedicate a visita aritmologica, Holter cardiaco e visita medico-sportiva non agonistica.

La visita non serve a confermare una paura, ma a distinguere un dato occasionale da un segnale che merita attenzione.

Prenota la tua visita  aritmologica presso il Centro Morra

Il Dott. Vincenzo Coscia, cardiologo e aritmologo, valuta ritmo cardiaco, ECG e Holter.

Prenota il tuo appuntamento al Centro Morra in 3 modalità:

  1. Attraverso Whatsapp al numero 3791810919
  2. Telefonicamente al numero 0812242283 da mobile e fisso.
  3. Online sul sito di MioDottore

 Prenota una visita

Prenota la tua visita medico sportiva presso il Centro Morra

Il Dott. Giuseppe Maisto, medico in Medicina dello Sport, valuta il problema in relazione ad allenamento e recupero.

Prenota il tuo appuntamento al Centro Morra in 3 modalità.

  1. Attraverso Whatsapp al numero 3791810919
  2. Telefonicamente al numero 0812242283 da mobile e fisso.
  3. Online sul sito di MioDottore

Prenota una visita

Come Raggiungere il Centro Morra

Il Centro Morra Medical Wellness si trova a Pomigliano d’Arco (Napoli) in Via indipendenza 21, nelle immediate vicinanze di Piazza Giovanni Leone (ex Piazza Primavera).

Centro Morra Polispecialistico: Visite Private ai Residenti in Campania

Parcheggiare al Centro Morra

Consigliamo di parcheggiare a pochi passi dal Centro Morra, al Parcheggio Pubblico di Via Leopardi (1,00/4h). La prima ora, posizionando il disco orario, è gratuita.

Bibliografia

  1. Van Gelder IC, Rienstra M, Bunting KV, et al. 2024. 2024 ESC Guidelines for the management of atrial fibrillation developed in collaboration with EACTS. European Heart Journal. 45(36):3314–3414. DOI · PubMed
  2. Pelliccia A, Sharma S, Gati S, et al. 2021. 2020 ESC Guidelines on sports cardiology and exercise in patients with cardiovascular disease. European Heart Journal. 42(1):17–96. DOI · PubMed
  3. Lampert R, Chung EH, Ackerman MJ, et al. 2024. 2024 HRS expert consensus statement on arrhythmias in the athlete: evaluation, treatment, and return to play. Heart Rhythm. 21(10)–e252. DOI · PubMed
  4. Newman W, Parry-Williams G, Wiles J, et al. 2021. Risk of atrial fibrillation in athletes: a systematic review and meta-analysis. British Journal of Sports Medicine. 55(21):1233–1238. DOI · PubMed
  5. Andersen K, Farahmand B, Ahlbom A, et al. 2013. Risk of arrhythmias in 52,755 long-distance cross-country skiers: a cohort study. European Heart Journal. 34(47):3624–3631. DOI · PubMed
  6. Stergiou D, Duncan E. 2018. Atrial Fibrillation in Endurance Athletes: a Complicated Affair. Current Treatment Options in Cardiovascular Medicine. 20(12):98. DOI · PubMed