La Candidosi | Spiegata dal Dott. Davide Golino Ginecologo a Pomigliano (Napoli)

Candidosi | Dott.ssa Lettieri Ginecologa - Centro Morra Pomigliano (Napoli)

La candidosi, anche conosciuta come infezione da candida o mughetto, è un’infezione fungina causata dal fungo Candida, in particolare Candida albicans.

È comune nelle donne e può colpire diverse aree del corpo, tra cui la vagina, la bocca, la pelle e le unghie.

Lo Specialista 

  • davide golino ginecologo centro morra napoli Dott. Ginecologo a Pomigliano | Dott. Davide Golino Il Dott. Davide Golino, medico-chirurgo, specialista in Ginecologia e Ostetricia è esperto in ecografia ginecologica, ostetrica, diagnosi prenatale e infertilità. Vai al profilo

Come prenotare presso il Centro Morra Pomigliano (Napoli)

Prenota la tua visita ginecologica presso il Centro Morra

Ci sono tre modalità di prenotazione:

  1. WhatsApp al numero
    3791810919
  2. Telefonicamente al numero
    0812242283
  3. Attraverso App MioDottoreGinecologo Pomigliano D'arco

 

Quanto costa la visita ginecologica a Pomigliano (Napoli)-l Centro Morra?

 

  • Il costo della visita ginecologica + ecografia è di 100 €.
  • Visita ginecologica + ecografia + pap test costo 140 €

Quali sono i sintomi della candidosi?

I sintomi della candidosi possono includere:

  • prurito intenso,
  • bruciore,
  • arrossamento,
  • gonfiore,
  • dolore durante i rapporti sessuali,
  • dolore durante la minzione,
  • perdite bianche e dense simile a ricotta.

Tuttavia, non tutte le persone affette da candidosi presentano sintomi evidenti.

Quali sono i fattori di rischio per la candidosi?

I fattori di rischio per la candidosi includono:

  • l’uso di antibiotici a largo spettro,
  • il diabete,
  • l’uso di contraccettivi orali,
  • una ridotta immunità,
  • l’uso di indumenti intimi sintetici o stretti,
  • il caldo e l’umidità,
  • la gravidanza,
  • rapporti sessuali non protetti con un partner infetto.

Come si diagnostica la candidosi?

La candidosi può essere diagnosticata dal ginecologo attraverso una visita ginecologica con attente valutazione dei sintomi.

In alcuni casi, può essere necessario prelevare un campione di tessuto o secrezioni per esami di laboratorio, come l’esame colturale o l’analisi al microscopio, per confermare la presenza di Candida.

Come viene trattata la candidosi?

La candidosi può essere trattata con farmaci antifungini, che possono essere somministrati per via orale, come compresse o capsule, o applicati localmente sotto forma di creme, supposte o gel.

È importante seguire attentamente le indicazioni del medico e completare il ciclo completo di trattamento, anche se i sintomi scompaiono prima.

Posso trattare la candidosi da solo/a?

È possibile utilizzare farmaci antifungini da banco per il trattamento della candidosi lieve e sporadica.

Tuttavia, se i sintomi persistono, peggiorano o si presentano frequentemente, è consigliabile consultare un medico per una valutazione più approfondita e una terapia mirata.

Cosa posso fare per prevenire la candidosi?

Alcune misure che puoi adottare per prevenire la candidosi includono:

  • mantenere una buona igiene intima,
  • indossare indumenti intimi in cotone traspirante,
  • evitare indumenti intimi troppo stretti o umidi,
  • limitare l’uso di detergenti o prodotti profumati nella zona genitale e
  • mantenere una buona salute generale, inclusa una dieta equilibrata e una buona igiene.

La candidosi è una malattia sessualmente trasmissibile?

No, la candidosi non è considerata una malattia sessualmente trasmissibile. Tuttavia, è possibile contrarre l’infezione durante i rapporti sessuali.

Posso avere rapporti sessuali durante un’infezione da candidosi?

Durante un’infezione da candidosi, è generalmente consigliabile evitare i rapporti sessuali poiché può causare disagio e aumentare il rischio di trasmissione dell’infezione al partner.

È meglio attendere fino a quando l’infezione non è stata completamente trattata e i sintomi sono scomparsi prima di riprendere l’attività sessuale.

La candidosi può causare complicazioni?

Nella maggior parte dei casi, la candidosi è una condizione benigna e può essere trattata con successo. Tuttavia, in alcuni casi può causare complicazioni, specialmente se non viene trattata adeguatamente o se si verifica una recidiva frequente.

Le complicazioni possono includere infezioni ricorrenti, estensione dell’infezione ad altre aree del corpo, come la bocca o la gola (mughetto), e infezioni sistemiche in individui con un sistema immunitario compromesso.

La candidosi può colpire solo le donne?

No, la candidosi può colpire sia le donne che gli uomini. Sebbene sia più comune nelle donne, gli uomini possono sviluppare infezioni da candida sul pene, causando irritazione, prurito e arrossamento.

La candidosi può influenzare la fertilità?

La candidosi di per sé non influisce direttamente sulla fertilità. Tuttavia, se l’infezione non viene trattata adeguatamente e diventa cronica o recidiva frequentemente, potrebbe causare infiammazione cronica che potrebbe, a lungo termine, avere un impatto sulla salute riproduttiva.

Se si sospetta un’infertilità, è consigliabile consultare un medico per una valutazione completa.

La candidosi può comparire durante la gravidanza?

Sì, la candidosi è comune durante la gravidanza a causa dei cambiamenti ormonali e del sistema immunitario.

È importante trattare tempestivamente l’infezione durante la gravidanza per evitare complicazioni. Tuttavia, è fondamentale consultare il proprio medico prima di utilizzare farmaci antifungini durante la gravidanza.

La candidosi può essere prevenuta con probiotici?

L’uso di probiotici può essere utile nel mantenimento dell’equilibrio della flora batterica nella vagina, che può contribuire a prevenire le infezioni da candida.

Alcuni studi hanno suggerito che l’assunzione orale o l’applicazione topica di probiotici specifici può ridurre il rischio di candidosi. Tuttavia, è sempre consigliabile consultare un medico prima di iniziare un regime di probiotici.

Posso contrarre la candidosi più di una volta?

Sì, è possibile contrarre la candidosi più di una volta. Alcune persone possono sperimentare infezioni ricorrenti o persistenti, spesso a causa di fattori come un sistema immunitario compromesso, uso di antibiotici a lungo termine, diabete non controllato o altre condizioni che favoriscono la crescita eccessiva di Candida. In questi casi, è importante consultare un medico per una valutazione e un trattamento adeguati.

Principali raccomandazioni cliniche ed evidenze scientifiche sulla candidosi

La candidosi è una condizione comune che richiede evidenze scientifiche e raccomandazioni cliniche per una gestione efficace. Di seguito sono riportate alcune delle principali evidenze scientifiche e raccomandazioni riguardanti la candidosi:

  1. Diagnostica accurata: La diagnosi di candidosi dovrebbe essere basata su un’accurata valutazione clinica dei sintomi e, se necessario, su test di laboratorio come l’esame colturale o l’analisi al microscopio delle secrezioni vaginali. (Fonte: Sobel JD. Vulvovaginal candidosis. Lancet. 2007)
  2. Trattamento farmacologico: Il trattamento della candidosi richiede l’uso di farmaci antifungini, come il fluconazolo, il clotrimazolo o il miconazolo. La scelta del farmaco e la durata del trattamento dipendono dalla gravità dell’infezione e dalle caratteristiche individuali del paziente. (Fonte: Pappas PG, et al. Clinical practice guideline for the management of candidiasis: 2016 update by the Infectious Diseases Society of America. Clin Infect Dis. 2016)
  3. Terapia locale o sistemica: La terapia locale con creme, supposte o gel antifungini può essere efficace per le infezioni vaginali da candida lievi o moderate. Tuttavia, in caso di infezioni ricorrenti, infezioni gravi o coinvolgimento di altre aree del corpo, può essere necessario il trattamento sistemico con farmaci somministrati per via orale. (Fonte: Sobel JD. Vulvovaginal candidosis. Lancet. 2007)
  4. Prevenzione delle recidive: Nei casi di candidosi ricorrente, possono essere raccomandati trattamenti a lungo termine o profilattici per ridurre la frequenza delle recidive. L’uso di probiotici specifici può essere considerato per mantenere l’equilibrio della flora batterica nella vagina. (Fonte: Kauffman CA. Vaginal Candidiasis. JAMA. 2015)
  5. Gestione dei fattori di rischio: È importante identificare e gestire i fattori di rischio che possono contribuire all’insorgenza della candidosi, come il diabete non controllato, l’uso di antibiotici a lungo termine, l’uso di contraccettivi orali e il ridotto sistema immunitario. (Fonte: Pappas PG, et al. Clinical practice guideline for the management of candidiasis: 2016 update by the Infectious Diseases Society of America. Clin Infect Dis. 2016)

Queste sono solo alcune delle principali evidenze scientifiche e raccomandazioni sulla candidosi. È importante sottolineare che la gestione della candidosi dovrebbe essere personalizzata in base alle specifiche esigenze del paziente e alle raccomandazioni del medico.

Conclusioni

La candidosi è un’infezione comune causata dal fungo Candida, che colpisce principalmente le aree genitali. La diagnosi accurata e il trattamento tempestivo sono fondamentali per gestire efficacemente questa condizione.

Le raccomandazioni cliniche e le evidenze scientifiche suggeriscono l’uso di farmaci antifungini locali o sistemici, a seconda della gravità dell’infezione, e la gestione dei fattori di rischio che possono favorire la crescita eccessiva di Candida.

Inoltre, l’adozione di misure preventive, come mantenere una buona igiene intima e ridurre l’esposizione a fattori di rischio, può contribuire a prevenire le recidive.

È importante consultare un ginecologo per una diagnosi accurata e una terapia mirata in caso di sospetta candidosi. Con una gestione adeguata, la candidosi può essere trattata con successo e ridurre il rischio di complicazioni o recidive.

Bibliografia:

  • Sobel JD. Vulvovaginal candidosis. Lancet. 2007; 369(9577):1961-1971.
  • Pappas PG, et al. Clinical practice guideline for the management of candidiasis: 2016 update by the Infectious Diseases Society of America. Clin Infect Dis. 2016; 62(4):e1-e