Cura Bulimia Napoli | Dott.ssa Vozzella Carmela | Centro Morra

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La bulimia è un disturbo del comportamento alimentare che, nella persona affetta, è responsabile di grandi abbuffate di cibo, seguite da sensi di colpa e comportamenti anomali finalizzati alla “neutralizzazione” dell’apporto calorico di quanto ingerito.
La bulimia è un problema tipicamente femminile, che riguarda soprattutto le donne di età compresa tra i 16 e i 40 anni.

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Per “neutralizzare” l’apporto calorico delle grandi abbuffate alimentari, il bulimico adotta varie strategie; quelle più comuni sono: il vomito autoindotto, l’assunzione impropria di lassativi, l’adozione di una dieta altamente restrittiva e l’esercizio fisico strenuo.

Che cosa è la Bulimia?

L’individuo che soffre di bulimia è soggetto a crisi durante le quali assume quantità eccezionali di cibo in maniera compulsiva e in un intervallo di tempo brevissimo. La vittima si getta su tutto quel che le capita a tiro, senza alcuna coerenza: lasagne, pizzette, biscotti, salatini, gelati

Una persona bulimica può ingurgitare migliaia di calorie in pochi minuti, generalmente di nascosto. L’episodio di appetito incontrollato può essere seguito da due reazioni ben diverse: c’è chi, temendo di ingrassare, si autoinduce al vomito e chi va incontro a problemi di obesità.

Le 3 tappe della bulimia nervosa

Prima della crisi: la persona bulimica si sente angosciata, tesa e irritabile. È assalita da un senso di vuoto e comincia a cercare freneticamente del cibo per calmare la crisi: a questo scopo, non esiterà a svaligiare frigo e credenza o a uscire a qualsiasi ora del giorno o della notte per comprare qualcosa da mangiare.

Durante la crisi: la persona bulimica perde totalmente il proprio autocontrollo e si getta su alimenti generalmente molto ricchi di grassi e calorie, inghiottendoli in qualche minuto e senza masticare. Tutto ciò avviene generalmente di nascosto dagli altri: ci si chiude in cucina o in bagno oppure si aspetta di essere soli.

La crisi è generalmente seguita un forte senso di colpa e dolori addominali. In reazione, qualcuno vomita automaticamente, qualcun altro ricorre al vomito autoindotto, qualcun altro ancora adotta comportamenti compensatori.

Dopo la crisi: dopo aver vomitato, la persona bulimica prova un senso di sollievo, che però è di breve durata e viene rapidamente sostituito dalla vergogna e dal senso di colpa. Si ripromette quindi di non ricominciare ma è consapevole del fatto che probabilmente ripeterà lo stesso errore molto presto. Nei casi più gravi, si possono avere tra le dieci e le quaranta crisi al giorno.

La bulimia nervosa è causa di depressione, isolamento, problemi relazionali e affettivi e dipendenza da sostanze.

Quali sono le cause della bulimia?

La bulimia è sempre sintomo di un malessere profondo e può essere causata da fattori psicologici legati a:

  • L’infanzia: cattive abitudini alimentari, gelosia nei confronti di un fratellino o di una sorellina, problemi relazionali, assenza della figura materna e abusi sessuali.
  • La visione del proprio corpo: paura ossessiva di ingrassare, compensazione attraverso il cibo, autopunizione.
  • Un episodio scatenante: la fine di una relazione, il divorzio dei propri genitori, un decesso, la perdita del lavoro, stress.

Per la cura della bulimia nervosa è necessario ricorrere ad un percorso psicoterapeutico mirato, ove il paziente sia assistito non solo dallo psichiatra, ma anche da un nutrizionista e uno psicologo/psicoterapeuta di formazione cognitivo comportamentale.

La psicoterapia di questo tipo, infatti, si è dimostrata l’intervento più efficace per la cura della bulimia, con effetti che si mantengono nel tempo anche cessando l’assunzione dei farmaci.

La terapia cognitivo-comportamentale della bulimia nervosa punta a cercare di modificare l’idea che il peso e le forme corporee costituiscano l’unico o il principale fattore in base al quale calcolare il proprio valore personale.

Il trattamento prevede tre fasi per una durata complessiva di almeno sei mesi:

  • La prima fase si propone di fornire informazioni sul disturbo e di ridurre le abbuffate regolarizzando la frequenza dei pasti e utilizzando attività alternative.
  • La seconda fase mira a rendere stabile il comportamento alimentare attraverso la normalizzazione delle porzioni e la scelta della qualità degli alimenti, e a ridurre l’eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee connessa ai sintomi della bulimia.
  • La terza fase prevede l’applicazione di procedure finalizzate a prevenire le ricadute, a mantenere i risultati raggiunti durante il trattamento e alla preparazione della fine della terapia.

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