Tumore al seno: come affrontarlo

Il tumore al seno spiegato in modo semplice
Nel nostro organismo, le cellule si dividono e si riproducono solo quando è necessario produrre nuove cellule, ad esempio per sostituire quelle vecchie o danneggiate.
A volte, però, questo processo si altera: alcune cellule iniziano a crescere e moltiplicarsi in modo incontrollato, dando origine a una massa di tessuto chiamata tumore.
Non tutti i tumori sono uguali:
Se le cellule che si moltiplicano in modo anomalo sono cellule normali, si parla di tumore benigno. Questi tumori non sono cancerosi, tendono a crescere lentamente e, in genere, non si diffondono ad altre parti del corpo.
Se invece le cellule sono anormali e crescono in modo disordinato e aggressivo, il tumore è definito maligno, ovvero un cancro. Queste cellule possono invadere i tessuti circostanti e diffondersi in altre zone dell’organismo attraverso il sangue o il sistema linfatico, formando nuove masse tumorali, chiamate metastasi.
Il tumore al seno è un tumore maligno che ha origine nel tessuto mammario. Può colpire donne di ogni età (più raramente anche uomini) e, come altri tipi di cancro, ha la capacità di:
Crescere localmente, danneggiando il tessuto del seno
Infiltrarsi nei tessuti vicini
Diffondersi a distanza, generando metastasi in organi come linfonodi, polmoni, fegato, ossa o cervello
La diagnosi precoce attraverso controlli regolari, come la visita senologica, l’ecografia mammaria e la mammografia, è fondamentale per individuare il tumore nelle sue fasi iniziali, quando le probabilità di cura sono più elevate.
Chi è il Dott. Paolo Marra, Senologo
Il Dott. Paolo Marra è Medico Chirurgo specializzato in Chirurgia Oncologica e Senologia, con Master in Ecografia. Dirigente Medico presso l’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Frattamaggiore (NA), ha esperienza nel trattamento delle neoplasie al seno e al fegato, con competenze in tecniche mininvasive e termoablazione. Autore di oltre 60 pubblicazioni, si è formato all’Istituto Nazionale dei Tumori – Fondazione Pascale.
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Dott. Dott. Paolo Marra – Senologo Pomigliano (Napoli) Senologo, Medico Chirurgo specializzato in Chirurgia Oncologica Vai al profilo
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Cause del tumore al seno
Le cause precise del cancro al seno non sono ancora del tutto chiare, ma sappiamo che si sviluppa quando alcune cellule del seno iniziano a crescere e moltiplicarsi in modo anomalo.
Queste cellule si riproducono molto più rapidamente rispetto a quelle sane e, accumulandosi, possono formare una massa o un nodulo. In alcuni casi, possono anche invadere i tessuti circostanti e diffondersi ad altre parti del corpo.
Fattori di rischio
Il carcinoma mammario è il tumore più comune tra le donne. I principali fattori di rischio sono:
L’età: oltre il 50% delle diagnosi avviene dopo i 55 anni
Familiarità e predisposizione genetica: avere parenti stretti con tumore al seno o alle ovaie aumenta il rischio
Storia clinica personale: aver già avuto un tumore al seno
Squilibri ormonali o terapie ormonali prolungate
Stile di vita: sedentarietà, obesità, abuso di alcol o fumo
Anche se avere uno o più fattori di rischio non significa sviluppare sicuramente la malattia, è importante conoscere il proprio livello di rischio per attuare una prevenzione mirata.
Sintomi del tumore al seno
I sintomi possono variare da persona a persona, ma alcuni segnali devono sempre essere approfonditi. Tra i più comuni:
Presenza di un nodulo o ispessimento nel seno o nell’ascella, persistente anche dopo il ciclo mestruale
Una massa simile a un pisello, dura e poco mobile
Cambiamenti nella forma, dimensione o contorno del seno
Secrezioni dal capezzolo, chiare o con tracce di sangue
Alterazioni della pelle del seno o del capezzolo: arrossamenti, avvallamenti, increspature o retrazioni
Una zona del seno che appare particolarmente dura o indurita
🖐️ L’autopalpazione mensile è un gesto semplice ma molto utile per imparare a conoscere il proprio seno e notare eventuali cambiamenti. Ogni donna dovrebbe praticarla regolarmente, preferibilmente qualche giorno dopo il ciclo mestruale.
📖 Leggi il nostro articolo sull’autopalpazione al seno
Quali sono i principali tipi di tumore al seno
Esistono diverse forme di tumore al seno. Le principali sono:
Carcinoma duttale infiltrante (o invasivo)
Origina nei dotti lattiferi e può diffondersi ai tessuti circostanti. È la forma più comune di tumore al seno.Carcinoma duttale in situ (DCIS)
È una forma iniziale, non invasiva, confinata ai dotti. Se trattato in tempo, è quasi sempre curabile.Carcinoma lobulare infiltrante (o invasivo)
Origina nei lobuli (le ghiandole che producono il latte) e può diffondersi al tessuto mammario adiacente.Carcinoma lobulare in situ (LCIS)
Non è considerato un vero e proprio cancro, ma è un fattore di rischio importante. Le donne con LCIS devono sottoporsi a controlli regolari.
Gli stadi del cancro al seno
Una volta effettuata la diagnosi, il medico stabilisce lo stadio della malattia, utile per definire la prognosi e scegliere il trattamento più appropriato.
Gli stadi vanno da 0 a IV:
Stadio 0: il tumore è non invasivo, limitato ai dotti (come nel DCIS)
Stadi I – III: indicano un tumore invasivo in progressiva estensione, ma localizzato
Stadio IV (metastatico): il tumore si è diffuso ad altri organi (come ossa, fegato, polmoni o cervello)
Diagnosi
Durante una visita di controllo, il medico raccoglie informazioni sulla tua storia familiare, eventuali sintomi e ti indirizza verso gli esami più appropriati.
Gli strumenti diagnostici principali sono:
✅ Visita senologica: esame clinico del seno eseguito da un medico specialista
✅ Mammografia: esame radiologico utile soprattutto dopo i 40 anni
✅ Ecografia mammaria: indicata anche nelle donne più giovani o con tessuto mammario denso
✅ Biopsia: effettuata in caso di sospetto per confermare la natura del tessuto prelevato
📌 Una diagnosi precoce può fare la differenza nel trattamento e nella prognosi della malattia. È per questo che si raccomanda alle donne di effettuare controlli periodici a partire dai 30-40 anni, o anche prima in caso di familiarità.
In base ai risultati di questi esami il vostro medico potrebbe chiedervi di effettuare una biopsia per prelevare un campione delle cellule e del tessuto mammario (ago aspirato del seno).
Test di laboratorio: una guida alla terapia personalizzata
Per scegliere il trattamento più adatto contro il tumore al seno, è fondamentale eseguire alcuni test di laboratorio su campioni di tessuto prelevati con biopsia. Questi esami servono a determinare se alcuni fattori biologici stanno favorendo la crescita del tumore.
In particolare, si analizzano:
Recettori ormonali (estrogeni e progesterone)
Recettore HER2/neu (fattore di crescita epidermico umano)
✅ Se i risultati sono positivi, significa che il tumore è sensibile a determinati ormoni o al recettore HER2, e può quindi rispondere meglio a terapie mirate, come la terapia ormonale o le terapie biologiche.
Altri esami diagnostici
Oltre alla visita senologica, alla mammografia e all’ecografia mammaria, esistono esami diagnostici avanzati che possono fornire informazioni più approfondite:
• Scintimammografia: È una tecnica che prevede l’iniezione di un mezzo di contrasto radioattivo in una vena del braccio. Una speciale “camera gamma” rileva le radiazioni emesse dal tracciante e produce un’immagine del seno.
👉 Le cellule tumorali, più vascolarizzate, assorbono più colorante e appaiono più luminose nelle immagini.
• PET (Tomografia a Emissione di Positroni): Questo esame prevede l’infusione endovenosa di glucosio marcato con molecole radioattive (radiofarmaci). Poiché le cellule tumorali consumano più glucosio rispetto alle cellule sane, la PET consente di localizzare eventuali accumuli sospetti.
📌 È utile per confermare la diagnosi, valutare metastasi e monitorare l’efficacia delle terapie in corso.
• Risonanza Magnetica Nucleare (RMN): Utilizza campi magnetici e onde radio per ottenere immagini molto dettagliate del seno. Può essere indicata in caso di tumori difficili da valutare con mammografia o ecografia, o in donne con tessuto mammario denso.
Trattamenti del tumore al seno
Il tipo di trattamento viene scelto in base a:
Dimensione e localizzazione del tumore
Risultati dei test di laboratorio (recettori ormonali, HER2, ecc.)
Stadio del tumore
I trattamenti possono essere:
Locali, mirati alla zona del tumore
Sistemici, che agiscono su tutto l’organismo
Combinati, cioè eseguiti insieme o in successione
Trattamenti locali
Agiscono direttamente sul tumore e comprendono:
• Chirurgia, due le opzioni principali:
Chirurgia conservativa
Prevede la rimozione del tumore e di una piccola parte di tessuto sano circostante, cercando di preservare il più possibile il seno.
👉 È spesso seguita da radioterapia per eliminare eventuali cellule tumorali residue.Mastectomia
Consiste nell’asportazione completa del seno.
➕ Oggi la mastectomia è molto meno invasiva rispetto al passato: non comporta più la rimozione dei muscoli pettorali, e viene spesso seguita da una ricostruzione immediata del seno, offrendo un recupero estetico e psicologico più rapido.
• Radioterapia: Utilizza raggi ad alta energia per distruggere le cellule tumorali residue dopo l’intervento chirurgico o per ridurre il volume del tumore prima dell’intervento.
Trattamenti sistemici
Agiscono su tutto l’organismo, utili soprattutto se esiste il rischio che alcune cellule tumorali siano migrate in altre parti del corpo.
Comprendono:
Chemioterapia: utilizza farmaci per distruggere le cellule tumorali
Terapia ormonale: blocca l’azione degli ormoni che stimolano la crescita del tumore (indicata se il tumore è ormono-sensibile)
Terapie biologiche (targeted therapy): farmaci mirati, come il trastuzumab, che agiscono solo su tumori con recettore HER2 positivo
Prevenzione del Tumore al Seno
La prevenzione del tumore al seno inizia da uno stile di vita sano e consapevole. Adottare abitudini corrette può ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare la malattia, soprattutto nelle donne con fattori predisponenti.
Ecco i principali comportamenti preventivi raccomandati:
- Limitare il consumo di alcol: L’assunzione regolare di alcol è associata a un aumento del rischio di cancro al seno. 👉 La raccomandazione generale, basata su studi scientifici, è quella di non superare un bicchiere al giorno, o di evitarlo del tutto se possibile.
- Non fumare: Numerose evidenze suggeriscono un legame tra il fumo e l’aumento del rischio di tumore al seno, in particolare nelle donne in premenopausa. Smettere di fumare è una delle scelte più importanti per la salute, non solo per prevenire i tumori.
- Controllare il peso corporeo: Essere in sovrappeso o obesi, soprattutto dopo la menopausa, è un fattore di rischio noto per il tumore al seno. ➡️ Mantenere un peso adeguato riduce l’infiammazione cronica e gli squilibri ormonali associati allo sviluppo del cancro.
- Fare attività fisica regolare: L’esercizio fisico aiuta a mantenere un peso salutare e regola la produzione di ormoni, contribuendo a ridurre il rischio oncologico. Sono sufficienti anche 30 minuti al giorno di camminata veloce o attività moderata.
- Allattare al seno: L’allattamento prolungato può avere un effetto protettivo contro il tumore al seno. Maggiore è la durata dell’allattamento, più aumenta il potenziale effetto preventivo.
- Limitare dose e durata delle terapie ormonali: La terapia ormonale sostitutiva, usata per trattare i sintomi della menopausa, può aumentare il rischio di cancro al seno se assunta per lunghi periodi. 📌 È fondamentale discuterne con il proprio medico per valutare alternative più sicure o modalità d’uso più brevi e mirate.
- Evitare l’esposizione a radiazioni e inquinanti ambientali: L’esposizione non necessaria a radiazioni ionizzanti (es. TAC ripetute) e a inquinanti ambientali (es. pesticidi, metalli pesanti) potrebbe influenzare negativamente il rischio di sviluppare tumori, incluso quello mammario.
Scopri il nostro Mese della Prevenzione al Seno al Centro Morra – Leggi l’articolo completo – 👉 Ottobre, mese della prevenzione del Tumore al Seno con il Dott. Paolo Marra
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